Le ombre l’hanno avvolta senza neanche aspettare il tramonto. Vittima di una violenza cieca in pieno giorno nella strada fantasma animata da spettri metropolitani, un fortino dell’illegalità conosciuto e denunciato da tempo dai residenti. «Quella donna mi ha sferrato un pugno in faccia, mi ha insultata, minacciata di morte, nei suoi occhi ho visto una furia rabbiosa». Maria (la chiameremo così) è ancora dolorante, dalle sue parole traspare terrore. La sua storia ricorda quella della mamma in bici con il figlioletto aggredita senza alcun motivo con un pugno a San Lorenzo. Era il 2 febbraio. Tre giorni dopo, in un altro quadrante della città, è successa la stessa cosa a Maria. Siamo a Torpignattara. E questa è la sua storia.

«Ero uscita per portare a spasso il mio cagnolino, erano le 16 di giovedì scorso e in un attimo sono stata scaraventata in un incubo». Maria, 47 anni, mamma di due bimbe, sta passeggiando su via Bartolomeo Malfatti (all’angolo con via dell’Acqua Bullicante), una via privata a uso pubblico dove da mesi ormai si sono accampati sbandati. Siamo, dopotutto, a pochi metri dall’ex Borghetto degli Artigiani, sgomberato tempo fa, bonificato, e dove sono in corso lavori per trasformarlo in un parco pubblico. Da lì molti degli occupanti si sono spostati. Dove? A pochi metri, dall’altra parte della strada. «Ho visto tre persone, ho lanciato solo uno sguardo e quella donna vestita di nero, con il cappuccio, ha iniziato a insultarmi, poi, subito, il pugno» racconta la vittima. «Insieme a quella donna c’era un uomo dell’Est completamente ubriaco e un asiatico, un rider del food delivery». E qui Maria squarcia il velo dell’ipocrisia. «Tutti sanno che in questa zona i pusher si travestono da rider, tutti sanno che si spaccia su questa strada e nell’area verde confinante con l’ex Borghetto, occupata da baracche e camper». Inizia l’aggressione, la furia cieca e immotivata di quella donna, sostenuta dalle grida dell’uomo dell’Est. «Non so cosa avesse quella donna, mi ha puntata, ha gridato “cosa guardi? Tro..., ti ammazzo”, e mi ha colpita in pieno volto» racconta Maria, ancora incredula, sotto choc. L’ubriaco sembrava sostenere la violenza della donna, «mentre il rider mi stringeva un braccio, ho ancora il livido: penso che volesse allontanarmi da quella donna, non lo so». Intanto, mentre Maria lancia grida disperate, nessuno arriva in suo aiuto. È sola. E da sola prova a fronteggiare la donna che continua ad avventarsi contro. «Ho combattuto, ho provato a respingerla mentre tentava di colpirmi ancora, gridavo, ma nessuno mi ha aiutata, non riuscivo a scappare, ad allontanarmi da loro, mi sentivo braccata». Maria spiega che l’incubo è durato 40 minuti. «Solo quando sono riuscita ad arrivare alla fine della strada, verso piazza Malatesta, sono stata aiutata da alcuni abitanti e commercianti».