Nessuno si illuda, non è un caso isolato. È la ferita purulenta che Roma si porta dietro da anni, un’ulcera che infetta le periferie e che nessuno ha il coraggio di cauterizzare. Una studentessa di 23 anni esce dalla metro Jonio dopo mezzanotte, tra il 6 e il 7 dicembre: tre nordafricani la bloccano, la trascinano nel buio di via Gran Paradiso, la violentano a turno sotto i lampioni spenti. Non è un fulmine a ciel sereno. È la regola, non l’eccezione. La violenza sessuale da immigrati irregolari è una piaga biblica che flagella anche Roma, capitale d’Italia. Dati alla mano: nel 2023, il 43% degli autori di violenze sessuali denunciati erano stranieri, a fronte di un 8-9% della popolazione residente. A Roma periferie come Val Melaina o Tor Tre Teste diventano arene per branchi di extracomunitari, dove una donna sola dopo il tramonto è carne da macello.