Uno degli ordigni a Bologna è stato trovato intatto e questo aiuterà le indagini: era artigianale, ma comunque realizzato da chi ha esperienza e conoscenze. C’era un innesco, un timer, della benzina, dell’acceleratore tipo Diavolina e una bottiglia di plastica. All’alba di sabato era stato posizionato in un pozzetto dei binari dell’Alta Velocità che collega il capoluogo emiliano al Veneto, all’altezza di Castel Maggiore.
Gli ordigni erano due: quello in direzione Sud non ha funzionato ed è stato recuperato dalla polizia, in particolare dalla Digos che indaga insieme alla Polfer; quello in direzione Nord invece ha sviluppato l’incendio e danneggiato i cavi, bloccando il traffico ferroviario all’indomani della cerimonia di inaugurazione delle Olimpiadi di Milano-Cortina. Non solo: pochi minuti prima un ordigno incendiario simile, a Pesaro, aveva bruciato i cavi di un pozzetto della ferrovia tra Rimini e Ancona. In questo caso, è stato ritrovato solo l’innesco e poco altro. Si è indubbiamente trattato di un’azione coordinata e ora le procure di Bologna e di Pesaro, da cui dipendono le due inchieste, stanno valutando di passare tutto alla Dda, la direzione distrettuale antimafia e antiterrorismo. Esiste nel capoluogo emiliano, mentre nelle Marche si trova ad Ancona. Perché la Dda? Perché i reati ipotizzati sono pesanti: associazione con finalità di terrorismo e attentato alla sicurezza dei trasporti. Ad oggi la Digos ha consegnato alla procura di Bologna una prima comunicazione con quanto sequestrato sulla linea ferroviaria, compreso l’ordigno inesploso. Nel capoluogo emiliano l'inchiesta è stata assegnata dal procuratore Paolo Guido al gruppo specializzato “Terrorismo” della procura, coordinato dalla procuratrice aggiunta Morena Plazzi. E si guarda, anche alla luce di episodi precedenti, all’area anarco-insurrezionalista. Le indagini ora si stanno sviluppando su vari fronti: prima di tutto si stanno esaminando tutte le immagini delle telecamere della videosorveglianza e questa operazione richiede tempo a Bologna, mentre a Pesaro non è detto che vi siano riprese utili perché a quanto pare in quel particolare pozzetto non c’erano videocamere. Inoltre, la polizia scientifica è già al lavoro per rilevare impronte, soprattutto sull’ordigno incendiario ritrovato pressoché intatto. Può essere che gli attentatori abbiano usato precauzioni per non lasciare tracce, ma comunque non si può lasciare nulla di intentato. Ci sono alcuni punti fermi: quel tipo di azioni stanno diventando frequenti nell’area anarco-insurrezionalista. E non solo in Italia: proprio sabato, in Germania, c’è stato un sabotaggio simile contro la linea ferroviaria in Turingia. Negli ultimi anni ci sono stati altri episodi di questo tipo in vari paesi europei. Il caso più significativo è quello che riguardò nel 2024, poche ore prima dell’inizio delle Olimpiadi di Parigi, i treni Tgv in Francia. Non c’è un collegamento organizzativo, ma ideologico.











