La pista resta quella anarco-insurrezionalista e il pool di magistrati che lavorerà alle indagini è lo stesso che a Bologna si occupa di terrorismo. Al momento, però, i fascicoli che saranno aperti oggi nel capoluogo emiliano e ad Ancona inizialmente ipotizzeranno solo il danneggiamento aggravato, l’uso di esplosivi e l’interruzione di pubblico servizio. Finora, spiega la procura di Bologna, non sono emersi «elementi per stabilire che l’incendio che ha tranciato i cavi» dell’alta velocità a Castel Maggiore, sulla tratta verso Venezia, nel giorno del via ai Giochi di Milano-Cortina, abbia una chiara matrice terroristica. Vale per Bologna e vale anche per il sabotaggio di Pesaro, dove la procura trasmetterà oggi i primi atti ad Ancona. Comunque vada l’inchiesta, il ministero di infrastrutture e trasporti ha annunciato che, per i danni e i disagi provocati sabato dai sabotaggi, «le richieste di risarcimento saranno milionarie».
Cavi tranciati e ordigni, il giorno nero per i treni. “Attacco alle Olimpiadi”
di Caterina Giusberti
08 Febbraio 2026
Le incertezze dei magistrati sono legate alla mancanza di rivendicazioni. Diversamente dal passato, sul luogo degli attentati non sono state trovate scritte o volantini riferibili a gruppi anarchici. Niente neppure sui siti internet d’area. A Bologna il procuratore Paolo Guido ha assegnato l’indagine al gruppo coordinato dalla procuratrice aggiunta Morena Plazzi. L’idea, per le modalità e i tempi (vale anche per Pesaro), è che si possa trattare proprio di azioni legate all’inizio delle Olimpiadi. La digos sta cercando elementi utili per risalire a chi abbia realizzato e posizionato gli ordigni incendiari lungo il nodo di Bologna partendo dall’analisi degli ordigni usati.











