Il maestro Beatrice Venezi, tornata in Italia dopo mesi di tournée e concerti all’estero, prende applausi anche nel nostro Paese: da Pisa a Trieste. Beatrice, insomma, è profeta persino a casa sua. E la sinistra rosica ancora di più. «Perché a Sanremo come co-conduttrice non mandano la Venezi?», ironizzano provocatoriamente dal gruppo M5S in commissione di vigilanza Rai. «Visto che alla Fenice non la vuole nessuno, potrebbe provare a dilettarsi all’Ariston», se la ridono Dario Carotenuto, Dolores Bevilacqua, Anna Laura Orrico e Gaetano Amato. Ma, come si dice, ride bene chi ride ultimo.
La musicista toscana, infatti, questa settimana arriverà finalmente a Venezia. Ed è proprio nella città lagunare che darà ai suoi vari sinistri oppositori un vero schiaffo morale. Mercoledì, infatti, la direttrice designata del Teatro La Fenice non andrà tra i velluti e le quinte dell’ente lirico ma nel carcere femminile della Giudecca a spiegare alle detenute la meraviglia e la forza riabilitante della musica. Praticamente un cortocircuito per sindacati, politici, orchestrali vari che suonano e scrivono solo con la mancina.
BEATRICE VENEZI, FIGURACCIA DEI SINDACATI DOPO I 8 MINUTI DI APPLAUSI: COSA SCRIVONO









