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9 FEBBRAIO 2026

Ultimo aggiornamento: 19:45

Non è bastato l’intervento della presidente del Consiglio Giorgia Meloni e la solidarietà, tra gli altri, dei due vicepremier Matteo Salvini e Antonio Tajani. Adesso, sulla decisione di Andrea Pucci di rinunciare alla co-conduzione della terza serata del Festival di Sanremo, si scomoda anche la seconda carica dello Stato. Ignazio La Russa, a margine di un evento a Palazzo Lombardia, si rivolge direttamente alla Rai: “Li invito a chiedergli di cambiare idea. Invito ufficialmente la Rai a chiedere a Pucci di ritornare sui suoi passi”, dice il presidente del Senato sottolineando di conoscere “da trent’anni” il comico. “Chi può dire che Pucci faccia comicità politica? Pucci fa comicità sulla quotidianità di noi italiani. Fa morire dal ridere senza offendere mai nessuno“, assicura La Russa. Già ieri l’esponente di Fdi aveva reso noto di avere telefonato “all’amico Andrea Pucci” per esprimergli “la vicinanza e per invitarlo a ripensarci”.

Quella che in tanti, in particolare i partiti di opposizioni, ritengono un’operazione di distrazione di massa, è stata trasformata nel caso politico di questi giorni. La premier torna a parlarne in un colloquio con il Corriere della Sera, ribadendo le accuse alla sinistra: “Non sopporto il doppiopesismo. È un principio insopportabile. È davvero la cifra della sinistra, la usano sempre. E non ci sto”. E il fiume di dichiarazioni di ministri e parlamentari di destra non si arresta. “Pucci spero ci possa ripensare perché non valgono due pesi e due misure”, afferma la ministra del Turismo Daniela Santanché. “Non ho mai catalogato i comici tra destra e sinistra, ma qui emerge un doppiopesismo evidente”, aggiunge il ministro Tommaso Foti.