"Mi sono fatto una promessa: mi sono detto che avrei reso orgoglioso i miei genitori come primo obiettivo e poi che avrei provato a rendere orgoglioso anche me stesso e magari i miei figli un domani", mi dice Bernardo Zuccon, architetto, il figlio di Giovanni Zuccon e di Paola Galeazzi (purtroppo scomparsa). Insieme alla sorella Martina ha raccolto il testimone dello studio Zuccon International Project.
E' una frase che mi è rimasta impressa, quella della promessa, nella conversazione che abbiamo condiviso e che segue. Una intervista che diventa spesso a tre voci, perché s'inserisce Dario Amati, il ceo di HubZeta, lo spin-off dello studio Zuccon International Project. L'occasione ci è stata data proprio da quest'ultimo progetto (sfida?) ed è diventata un lungo colloquio nel corso del quale abbiamo parlato di cultura, di nautica, di prospettive. Zuccon junior - non me ne vorrà se lo chiamo così, per distinguerlo dal padre Giovanni, dunque Zuccon senior - mi ha raccontato dei genitori, dei momenti belli e di quelli più bui, dell'approccio professionale, delle ragioni dell'innovare, del cambiamento, dei nuovi ricchi, degli errori di alcuni governi tecnici, ma anche e soprattutto di nuovi orizzonti. HubZeta è uno di questi.







