Urbino, la cittadina-gioiello protagonista del Rinascimento e patria di Raffaello sta per avere un nuovo Piano Urbanistico Generale. A metterlo a punto è stato chiamato lo studio MCA di Mario Cucinella, che ce ne spiega il senso. C’era bisogno di questo nuovo Pug?

“Sì. L’ultimo è quello di Giancarlo De Carlo, che risale al 1994. Aveva delle intuizioni estremamente attuali, che prendiamo in eredità, ma Urbino avvista diverse spinte al cambiamento che hanno indotto l’amministrazione a questo passo. Per esempio le istanze che vengono dal forte rapporto della città con l’università, importante alleato di questa riforma che in trent’anni ha vissuto profondi cambiamenti che chiedono nuove risposte. E poi c’è bisogno di superare la stagionalità dei flussi turistici, legati alle presenze sulla costa, per rilanciare una Urbino che le sue attrattive e la sua capacità di visione le ha tutto l’anno. E non parlo solo dell’arte e della storia, ma per esempio anche delle importanti filiere alimentari del settore bio”.

Certo, l’idea di ripensare Urbino può mettere un po’ soggezione…

“Beh, sarebbe una responsabilità enorme, se fossi solo con il mio studio. Ma fin dal primo incontro con il sindaco Maurizio Gambini, con l’assessore all’Urbanistica Maurizio Bartoli e il consiglio comunale abbiamo avuto chiaro che un piano urbanistico non è mai frutto del lavoro di una persona o di uno studio, per quanto preparati e attenti possiamo essere, ma di un grande e lungo lavoro collettivo, in cui l’ascolto di tutti gli interlocutori, i cittadini, gli operatori turistici e industriali, l’università e gli studenti è una tappa fondamentale del percorso”.