Alla fine, lo possiamo dire: l’unica persona realmente censurata dalle Olimpiadi di Milano -Cortina è stato Massimo Boldi, reo di avere fatto un’intervista scherzosa al Fatto con una battuta da Cinepanettone sulla sua passione per il genere femminile.

«Il mio sport preferito? La f...». Un’uscita greve ma innocua, che è costata al comico nato a Luino ma milanesissimo la partecipazione come tedoforo. Roba da Minculpop, o peggio ancora da fanatici woke, rimasta peraltro un unicum nella selezione dell’esercito di personaggi che hanno avuto l’onore di portare la fiaccola verso il capoluogo lombardo. Nessuno, giustamente, si è mai sognato di escludere il rapper americano Snoop Dogg protagonista a Gallarate né tantomeno ha fatto l’esame del sangue a tutte le migliaia di persone che hanno portato la fiaccola in giro per l’Italia camminando o correndo tra due ali di folla.

MASSIMO BOLDI, "NIENTE REQUISITI MORALI": CENSURATO ALLE OLIMPIADI

Apprezzare l’organo riproduttivo femminile è incompatibile coi valori olimpici. Lo abbiamo scoperto, con ra...

In questo scenario, è surreale che a gridare alla “censura” sia il rapper Ghali, spalleggiato nel vittimismo da qualche politico del centrosinistra iperpresenzialista. Il cantante musulmano celebre per le sue posizioni pro-Pal ha avuto una visibilità planetaria, che anche i suoi fan più incalliti ammetteranno essere esagerata rispetto alla caratura attuale del personaggio. Davanti al regalo di questa ribalta internazionale, Ghali ha sfruttato l’onda e le entrature politiche per frignare già alla vigilia dell’evento («So perché non ho più potuto cantare l’inno d’Italia... So che una lingua, quella araba, era di troppo»).