Stai utilizzando Internet Eplorer: è un browser molto vecchio, non sicuro, e non più supportato neanche da Microsoft stessa, che l'ha creato.

Per favore utilizza un browser moderno come Edge, Firefox, Chrome o uno qualunque degli altri a disposizione gratuitamente.

11 anni dopo la vittoria dei Patriots di Tom Brady, i Seahawks si vendicano grazie a una prova maiuscola della difesa, che annichilisce per tre quarti l’attacco guidato dal giovane Drake Maye

La vendetta è un piatto che va servito freddo. 11 anni dopo l’errore all’ultimo secondo che costò il titolo ai Seahawks di Russell Wilson, Seattle riesce a rendere il favore ai New England Patriots ed aggiudicarsi la sessantesima edizione del Super Bowl. Non è stata una delle finali più spettacolari degli ultimi anni: visto che si affrontavano le due migliori difese della Nfl si sono viste poche giocate importanti ma Seattle è riuscita ad avanzare con più consistenza, accumulando un vantaggio importante nei primi tre quarti. La costante pressione della difesa dei Seahawks è stata troppo per l’attacco dei Patriots, che è riuscito a segnare il primo touchdown solo nel quarto quarto, quando era sotto 19-0. Alla fine, però, la rimonta di New England è interrotta da un intercetto, consentendo a Sam Darnold e soci di portarsi a casa il secondo titolo nella storia della franchise dello stato di Washington. Nel frattempo sui social infiammano le polemiche sull’halftime show del cantante portoricano Bad Bunny, ricevuto malissimo dall’America profonda nonostante la presenza a sorpresa di Lady Gaga e Ricky Martin.