Anche Trieste e Gorizia, con varie manifestazioni, celebrano oggi la Festa nazionale slovena della cultura, la maggiore festa in patria e all'estero per gli sloveni e che quest'anno dedica spazio e ricordo allo scomparso scrittore Boris Pahor.

L'evento è particolare: sarà eseguito un adattamento musicale del suo racconto "Grmada v pristanu" (Il rogo nel porto) al Kulturni Dom di Trieste (alle ore 18), un' opera di Patrick Quaggiato su testi di Nina Pahor.

Boris Pahor lo compose nel 2020 ma non era mai stato messo in scena a causa del Covid.

La novella narra le sofferenze e la resistenza degli sloveni nel Litorale sotto il fascismo; ora grazie a organizzazioni della comunità slovena, SKGZ e SSO, la Glasbena Matica di Trieste si potrà ascoltare. Sul palco ci saranno più di cento persone fra musicisti, attori e cantanti ed è stato presentato a Gorizia.

Sulla Festa della Cultura è intervenuto la senatrice Tatjana Rojc (Pd), che ha parlato di un evento che "celebra identità e lingua". "In tempi di drammatica tensione il nostro compito storico è rafforzare la collaborazione tra Italia e Slovenia, far prevalere gli interessi di una comune strategia sui particolarismi, tenere lontano il rischio di tentazioni autoritarie dall- 'interno e dall'esterno - ha commentato Rojc - A un moto reazionario, ben camuffato e quindi pericoloso, gli sloveni delle province di Trieste, Gorizia e Udine rispondono festeggiando la loro lingua, la cultura, identità di popolo, la partecipazione alla vita democratica italiana e l'orgoglio di essere componente rispettata dell'Europa".