Alla fine vince l'odio rosso, sui social e nella politica. Andrea Pucci rinuncia alla co-conduzione del prossimo Festival di Sanremo, che gli era stata offerta pochi giorni fa dal padrone di casa e direttore artistico Carlo Conti.
Una scelta, quella del comico considerato "di destra", che aveva scatenato violentissimi commenti dai partiti delle opposizioni, Pd in testa, che hanno cominciato a bombardare sul governo, su Giorgia Meloni e sulla Rai, o meglio, la supposta TeleMeloni. Senza contare, poi, gli insulti e le accuse di "fascismo" piovute sul conto di Pucci, rivelatosi al grande pubblico dal palco televisivo di Colorado Cafè.
SANREMO 2026, ANDREA PUCCI CO-CONDUTTORE: L'ANNUNCIO SCATENA L'ODIO ROSSO
Lillo e Andrea Pucci co-conduttori per una serata al Festival di Sanremo. Ad annunciarlo Carlo Conti attravers...
"Il mio lavoro - sottolinea Pucci annunciando il doloroso dietrofront - è quello di far ridere la gente, da 35 anni, ma potrei dire da sempre!!! E da sempre ho portato sul palco usi e costumi del mio paese, beffeggiando gli aspetti caratteriali dell'uomo e della donna. Attraverso il mio lavoro ho raggiunto obiettivi e traguardi con l'intenzione di regalare sorrisi e portare leggerezza a chi è sempre venuto a vedere i miei spettacoli. Gli insulti, le minacce, gli epiteti e quant'altro ancora, ricevuti da me e dalla mia famiglia in questi giorni sono incomprensibili ed inaccettabili! Quest'onda mediatica negativa che mi ha coinvolto in occasione dell'annunciata partecipazione a Sanremo, una manifestazione così importante che appartiene al cuore del paese, altera il patto fondamentale che c'è tra me e il pubblico, motivo per il quale ho deciso di fare un passo indietro in quanto i presupposti per esercitare la mia professione sono venuti a mancare".













