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Alla vigilia dell’ultima discesa olimpica, la campionessa aveva già scritto il senso della sua sfida. Non un atto di sfida al corpo né una rincorsa disperata all’ultima medaglia, ma la rivendicazione di una carriera che non ha bisogno di essere riscritta
La caduta di Cortina è diventata l’immagine che molti hanno scelto per chiudere una storia. Ma il senso della presenza olimpica di Lindsey Vonn era già stato chiarito da lei stessa, poche ore prima, in un lungo messaggio affidato ai social. Un testo che oggi suona come una dichiarazione di coraggio, passione, determinazione più che come una giustificazione.
"Arrivare a queste Olimpiadi è stato un viaggio, e non tutti ci credevano all’inizio", ha scritto la campionessa, ricordando il ritiro durato sei anni e il ritorno reso possibile anche da una protesi parziale al ginocchio. Alla domanda che in molti le hanno rivolto — perché farlo? — la risposta è stata disarmante nella sua semplicità: "Amo lo sci agonistico".













