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La parola di Gesù - "Voi siete sale della terra" - riguarda ciascuno da vicino. Forse è proprio per questo che Dio ha posto il sapore del sale del sudore e nelle lacrime, per farci capire che nell'impegno, nella passione, nella fatica, nelle crisi possiamo far uscire la nostra potenzialità

Domenica scorsa si è celebrata la giornata per la vita. Tra i molti eventi, in una parrocchia è stata proposta una riflessione attraverso delle testimonianze a cui è seguito un momento di preghiera in adorazione durante il quale noi sacerdoti eravamo a disposizione. In confessionale entra un signore e mi dice: «Voi preti dovreste sposarvi, capireste meglio la realtà così se uno ha una moglie non gli dareste certo altre penitenze». Dopo un po' entra una signora e confida: «Se non ci fosse mio marito non avrei peccati. Gli unici che ho sono dovuti alla rabbia che mi fa prendere». Un altro riferendosi al brano di Vangelo che era stato letto - quello in cui Gesù dice:«Voi siete il sale della terra; ma se il sale perde il sapore, con che cosa lo si renderà salato? A null'altro serve che ad essere gettato via e calpestato» - ha commentato: «La mia vita di coppia in questo momento sa di sale, come diceva la pagina che è stata letta. All'inizio era tutto miele, cioè denso, dolce, dorato. Ora tutto è aspro. Non riesco più a gustare nulla».