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Gesù ci lascia la pelle - sua e nostra - facendoci pensare che la pelle è come l'alfabeto braille dei non vedenti, c'è scritta tutta la nostra storia che si può leggere solo col tatto

Si racconta che durante la Seconda Guerra Mondiale una grande statua di Gesù fu gravemente danneggiata in un bombardamento. Riuscirono a restaurarla, tranne le mani. Alcuni suggerirono che si facessero delle mani nuove, prevalse invece l'idea di lasciarla com'era, a ricordo della tragedia bellica. Il Cristo rimase così senza mani. Il parroco però aggiunse sul basamento una targa: «Voi siete le mie mani». Inizia oggi, con la Domenica delle Palme, la settimana santa nella quale si rivivono gli ultimi giorni della vita di Gesù: oggi l'ingresso festoso in Gerusalemme, giovedì il ricordo dell'ultima cena, venerdì la memoria della morte in croce, sabato il silenzio dell'attesa dell'alba di vita nuova, sabato notte l'annuncio della risurrezione nella veglia pasquale, domenica la celebrazione della pasqua e lunedì il ricordo degli angeli che annunciano la speranza. In questi giorni noi preti abitiamo di più il confessionale per essere la mano tesa di Dio che accoglie e assolve.