L'auspicio del sindaco di San Vito al Tagliamento Alberto Bernava è che «l'indagine venga archiviata». Ma in un eventuale processo nei confronti di Giuseppe Vegnaduzzo, ex autotrasportatore 80enne residente nella frazione di Savorgnano accusato dalla Procura di Milano di aver sparato a civili a Sarajevo tra il 1992 e il 1995, il Comune di San Vito è pronto a costituirsi parte civile.

Lunedì l'80enne sanvitese verrà ascoltato dalla magistratura lombarda. Nella cittadina - e non solo - si attende di conoscere gli sviluppi della vicenda. «Sono un estremista del garantismo - precisa il sindaco -. Al momento non ci sono condanne, e per me un indagato è una persona che comunque va protetta». «Spero - ribadisce Bernava - che la pratica nei suoi confronti venga archiviata, trattandosi di un "mio" cittadino. Se così non dovesse essere, e se ci sarà un rinvio a giudizio, valuterò di muovermi. Se i fatti dovessero essere anche parzialmente confermati mi costituirò parte civile per tutelare l'immagine e il nome della cittadina, della comunità». L'idea è quella di fare il possibile affinché il nome di San Vito non venga "infangato". Fin da subito il sindaco Bernava si è dichiarato fiducioso nel lavoro dei magistrati: «Lasciamo che la giustizia faccia il suo corso». E intanto tutti attendono, e i commenti si moltiplicano, anche se più di qualcuno, soprattutto nella frazione, preferisce non esprimersi sulla vicenda. «Quello che è successo - è il pensiero di Bernava - risveglia in noi l'angoscia e la consapevolezza che l'umanità è in grado di creare queste situazioni, quando dà il peggio di sé».