BELLUNO - Erano vicini di casa ma proprio non si sopportavano. E, potendo, si facevano il maggior numero di dispetti possibili. Ieri a procedimento nel tribunale di Belluno c'erano due coniugi, ma più avanti si troveranno le parti invertite in una lunga serie di accuse e controaccuse, dispetti e contro dispetti.

Sullo sfondo, un rapporto di vicinato davvero pessimo, che confluiva in offese pesanti, in atti tanto fantasiosi, quanto spiacevoli. Talvolta coinvolgeva perfino gli stretti familiari, creando imbarazzo e depressione. Alla sbarra ci sono due cinquantenni, difesi dall'avvocato Enrico Rech, che devono rispondere davanti al giudice di atti persecutori nei confronti di una coetanea.

I fatti si sono svolti dal maggio all'ottobre 2023 vicino a Sospirolo. La parte offesa, assistita da Giorgio Gasperin, a causa delle condotte che considerava riprovevoli è dovuta ricorrere ad ansiolitici a seguito di crisi d'ansia. Di più. Stando al capo formulato dalla pubblica accusa, si è vista costretta a cambiare le sue abitudini di vita, come non uscire più in giardino o non aprire più porte e finestre.

Ora, in ogni caso, i tre non abitano più vicino. Gli insulti più frequenti, per lo più volgari, miravano a dare alla parte offesa della poco di buono, ma a questi si aggiungevano epiteti come "accattona" e "parassita". Non mancavano gestacci, come il dito medio, ma anche minacce, come il gesto plateale di tagliarle la gola.