Tuttavia per Calabrò è un "processo che neanche si sarebbe dovuto celebrare". L'uomo lo afferma in una lunga intervista rilasciata a Klaus Davi nel dicembre 2024in cui ribadisce: "Non c'entro assolutamente nulla con il sequestro e l'omicidio di Cristina Mazzotti. Mi dichiaro innocente. Il processo, almeno per quanto mi riguarda, non si doveva fare. È da ridere. Non sono un boss e non sono un rapitore. Voglio essere dimenticato".