Solo a sentire le parole Milano-Cortina, a Jerry Calà si illuminano gli occhi: «Queste Olimpiadi mi sollevano una marea di bei ricordi. Sia Milano che Cortina sono proprio parte della mia vita, qualcuno ha anche detto che avrei dovuto portare io la fiaccola... E sì che l’avrei fatto il tedoforo, l’hanno chiesto a tutti e a me no, si vede che si sono dimenticati».

Sospeso nello spazio della memoria fra le località che lo hanno consacrato star del cinema leggero italiano, quello condannato a morte dalla critica ma adorato dal pubblico a cavallo degli anni Ottanta, il comico siciliano (sì, Calogero Calà, nato a Catania nel 1951 e ben presto trapiantato nel capoluogo lombardo) torna sui luoghi dei delitti di Vacanze di Natale e Yuppies. Consapevole di quanto quei film abbiano svelato il lato cafone e rampante dell’Italia da bere di quel periodo.

Lei le seguirà le Olimpiadi invernali?

«Lavoro molto e ho un sacco di spettacoli in questo periodo - fra l’altro ho fatto uno show in uno chalet a Cortina due settimane fa -, quindi non sono spesso a casa a vedere la tv, ma cercherò comunque di seguire le specialità che mi piacciono di più: slalom, gigante, libera e pattinaggio artistico».

Cominciamo da Cortina, che cosa le viene in mente all’istante?