Negli Epstein files ci sono connessioni di molteplice natura di Epstein con la Russia, e una fonte dice che lavorava per il Mossad. Lo abbiamo raccontato nelle scorse puntate su La Stampa. Ma nei suoi visti esteri, che adesso possono essere ricostruiti in parte se non in tutto, una cosa appare continuamente: la Russia. Viaggi in Russia. Visti russi speciali.
Fino a oggi il primo viaggio attestato di Epstein in Russia risaliva al 2014, benché sapessimo di viaggi precedenti, ma non c’erano prove. Prima c’erano contatti, certo, ricostruibili, anche, ma non l’attestazione oggettiva di viaggi avvenuti. Ora sappiamo dai documenti che il Doj sta parzialmente pubblicando che, stando alle foto del passaporto e/o a documentazione connessa ai visti, pare che a Jeffrey Epstein siano stati rilasciati visti russi almeno nel 2002, 2003, 2004, 2006, 2007, 2011, 2014, 2015 e 2018. Questi sono i visti certi, già ritrovati, ma potrebbero anche essercene altri, vista la frequenza dei viaggi. L’ultimo visto, quello del 2018, è (era) un visto d’affari non standard per la Russia, con ingressi multipli e una validità di tre anni, dal 2018 al 2021, ma Epstein non ha fatto in tempo a sfruttarlo appieno: è stato arrestato nel luglio del 2019 e è morto in carcere, al Metropolitan Correctional Center, New York, in circostanze assai misteriose un mese dopo, il 10 agosto 2019.













