SAN VITO AL TAGLIAMENTO (PORDENONE) - Potrebbero aumentare gli indagati nell'ambito dell'inchiesta della Procura di Milano sui "cecchini del weekend", che pagavano per andare ad uccidere «per gioco», anche donne, anziani e bambini, nella Sarajevo assediata dai serbo-bosniaci tra il 1992 e il 1995. La Procura lombarda sta lavorando su numerose segnalazioni. Nomi da verificare, che potrebbero aggiungersi all'80enne camionista di San Vito al Tagliamento, Giuseppe Vegnaduzzo, indagato per omicidio volontario continuato e aggravato dai «motivi abietti» e che sarà interrogato lunedì a Milano. In paese, dove il nome ormai è noto, i suoi concittadini si dissociano: «Ci vergogniamo di lui». Ma c'è chi lo descrive come una brava persona, socievole che fa volontariato tra gli anziani.
Oltre a lui, come riportato dal TgR Friuli Venezia Giulia, sarebbero coinvolti nell'inchiesta un banchiere di Trieste, un altro 90enne carnico, un torinese e un milanese. Ma l'elenco è ora destinato ad allungarsi. In questi mesi, dal momento in cui si è saputo dell'avvio dell'inchiesta ma anche del lavoro giornalistico dello scrittore e ricercatore Ezio Gavazzeni che presentò un esposto, molte persone hanno deciso di parlare sia con Gavazzeni che con altri cronisti per riportare racconti di persone che si erano vantate in passato di quella «caccia all'uomo» o che semplicemente parlavano di quei «safari dell'orrore».












