Milano – Tutti insieme appassionatamente stavolta no. È un’Italia divorziata quella che stasera si presenta al mondo (si spera) in armonia. Che fa tutto doppio, vedremo se two is better than one. Settanta anni dopo Cortina, venti dopo Torino ghiaccio e neve vanno per la loro strada. Stessa famiglia, ma sedi separate, non proprio dietro l’angolo. La modernità liquida di Zygmunt Bauman vale anche per i Cinque Cerchi. È l’Olimpiade più diffusa di sempre: 22mila chilometri quadrati, come Lazio e Liguria messe insieme, due regioni, due province autonome. La sostenibilità e anche la crisi economica impone la suddivisione delle spese e niente costi di mantenimento.
Una volta i giochi lasciavano una eredità
Una volta i Giochi lasciavano un’eredità (impianti, strade, collegamenti), adesso quello che tutti vogliono è che sloggino al più presto senza ingombrare troppo i ricordi e senza dare altro lavoro ai giudici. Infatti l’arena di Santa Giulia servirà ad altro (concerti e altri eventi). E ricordiamo che in Brasile per i Giochi 2016 il presidente del comitato olimpico nazionale Carlos Nuzman è stato condannato a 30 anni, 11 mesi e otto giorni di carcere per tangenti e a Tokyo 2020 è stato arrestato per corruzione il dirigente del comitato organizzatore. Ci sono regole, non si gioca a libera tutti.












