È anche un’atmosfera, un mainstream, una sensazione di galleggiamento preoccupato: che alla fine sgocciola su tutta la città. Crisi da stallo, o smarrimento. Il decimo anniversario di Expo suona campane di decadenza. È vera stasi? O a qualcuno la narrazione (un tempo si diceva propaganda) può far comodo, magari per sostenere che siano le inchieste a bloccare la metropoli-locomotiva, a ingabbiare lavoro e produttività, a lasciare le famiglie senza casa. Per descrivere una crisi, è buona norma individuare le vittime: dunque, ci sono 170 cantieri che rientrano sotto l’ombrello torbido dei mali scoperti dalle inchieste, ovvero una qualche irregolarità nelle altezze dei palazzi, nei permessi di costruire, nelle procedure. Tra questi cantieri, 110 sono ancora da autorizzare; mentre 60 sono già stati autorizzati (in oltre una quarantina, i lavori sono partiti). Eccolo, dunque, il pezzo di Milano bloccato in senso letterale: una cittadella di oltre 8 mila appartamenti fantasma. Saranno infine costruiti? Forse, magari, non tutti, chissà quando...