Una telefonata inaspettata di un amico, un’intervista con un ricercatore brillante: conosciamo bene la potenza di una conversazione, capace in pochi minuti di spazzare via le nubi nere dalla nostra mente e farci ripartire di buon umore e con energia. Questi effetti benefici si sommano e la scienza conferma che una vita sociale ricca e appagante è il miglior rimedio contro molti disturbi mentali ma anche fisici.

“Chi ha contatti sociali più frequenti presenta anche meno rischi di sviluppare demenza, insufficienza cardiaca, diabete, depressione e ansia. È stato dimostrato che il supporto che otteniamo dalla nostra rete sociale ci rende più resistenti allo stress e aumenta la nostra tolleranza al dolore”. A dirlo è il neuroscienziato statunitense Ben Rein, autore del saggio Il cervello ha bisogno di amici in uscita in Italia per Castelvecchi il 30 gennaio. Un percorso che, attraverso psicologia e neuroscienze, fornisce una mole notevole di evidenze scientifiche, con bibliografia a fondo pagina per i più scettici, sull’importanza delle nostre vite sociali per la salute fisica e il benessere mentale, insomma per la nostra esistenza. Certo, puntualizza il neuroscienziato, anticipando il lettore più attento: “Semplicemente, non siamo abituati a pensare alle nostre vite sociali in questi termini… ma dovremmo”.