In Italia potremmo essere in presenza della prima foto fake diffusa da account istituzionali: Viminale, Polizia di Stato, ministro dell’Interno. Filippo Venturi, un fotografo documentarista che da anni fa opera di divulgazione sulle potenzialità ma soprattutto sui rischi dell'intelligenza artificiale, ha pubblicato sul suo sito una dettagliata analisi di una foto degli scontri di Torino che pone una serie di interrogativi.

La foto degli scontri e il poliziotto aggredito

La foto in questione ritrae Alessandro Calista, il poliziotto accerchiato e picchiato da un gruppo di manifestanti, mentre viene aiutato da un collega subito dopo l'aggressione. Confrontando la foto pubblicata e rilanciata dagli account Facebook del Viminale, X di Matteo Piantedosi e Instagram della Polizia di Stato con altri scatti e video di quel giorno, Venturi ha notato una serie di particolari che non tornano.

Le anomalie dello scatto

«La foto sembra sia stata ripulita da tutta una serie di elementi per focalizzare l'attenzione sul gesto rendendola “iconica” - dice Venturi -. Manca un'auto bianca che era accanto ai due poliziotti, manca lo scudo che impugna uno dei due agenti, il volto del poliziotto soccorritore - che nelle immagini di quel giorno è coperto da una maschera antigas - è invece presente nella seconda foto. C'è una cancellata sullo sfondo che è diversa, l'immagine viene illuminata da fari e luci della polizia che non esistono negli scatti e nei video di quel giorno. Inoltre sul casco dell'agente soccorritore la parola «polizia» sul retro sembra scritta in un alfabeto asiatico».