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5 FEBBRAIO 2026
Ultimo aggiornamento: 19:55
La fuga da Mediobanca dei gestori patrimoniali dei grandi clienti è arrivata persino alle orecchie dell’ufficio di Francoforte del Financial Times. Dopo il cambiamento dell’assetto di controllo dell’istituto di Piazzetta Cuccia, con il successo della scalata della cordata Mps Caltagirone Delfin, i cambi di casacca nel settore del private banking italiano – un fenomeno normale – sono accelerati: una dozzina di banchieri senior della banca fondata da Enrico Cuccia avrebbe lasciato per trasferirsi in Deutsche Bank. Altri ancora però nei mesi scorsi se ne erano andati verso lidi diversi, ad esempio Banca Sella ed Ersel. Tutti, o quasi, portandosi dietro la quota più alta possibile dei rispettivi clienti e ovviamente i loro patrimoni, tra i quali spiccano famiglie imprenditoriali e clientela con sostanziose ricchezze. A incentivare il fenomeno sono i timori di fusione tra Mps e Mediobanca e, in subordine, il rischio di vedere ridotte le proprie commissioni in caso di confluenza della rete di Siena sotto il cappello di Milano.
A ottobre ha lasciato Piazzetta Cuccia l’amministratore delegato Alberto Nagel e, nelle settimane successive, una parte significativa del team di private banking – inclusi quattro managing director – ha scelto di cambiare banca. Nonostante il fenomeno, Mediobanca (che non commenta) resta uno dei principali operatori italiani del settore. Nel frattempo il nuovo amministratore delegato di Mediobanca Alessandro Melzi d’Eril ha avviato la sua riorganizzazione manageriale dell’area private banking. Francesco Grosoli, amministratore delegato della controllata Cmb Monaco, prenderà anche il ruolo di responsabile dell’area di Mediobanca Private Banking, mentre Angelo Viganó, visto il suo passato di senior banker, si concentrerà sui clienti strategici della banca. Gian Luca Sichel, amministratore delegato delle due controllate Mediobanca Premier e Compass, assorbirà il ruolo di direttore generale di Mediobanca Premier. Marco Carreri, presidente di Mediobanca Premier, sarà senior advisor per la divisione Wealth Management, in cui si è concentrata la crescita dell’istituto negli ultimi 10 anni e che vale adesso il 26% dei ricavi.







