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5 FEBBRAIO 2026
Ultimo aggiornamento: 16:46
Stanno aumentando in Italia le persone che non riescono a permettersi un pasto a base di carne o pesce. Dopo che questa forma di povertà alimentare era scesa tra il 2016 e il 2022, nel 2023 è tornata a crescere. Addirittura il 14,2% delle persone che vivono da sole non riescono a garantirsi il necessario pasto proteico. Si tratta di un indicatore non banale secondo gli esperti, perché mostra chiaramente uno degli effetti pratici dell’indigenza: l’incapacità di seguire una dieta varia ed equilibrata, con tutte le conseguenze che poi ha sulla salute e sull’obesità. Il dato è dell’Eurostat, rielaborato dall’Alleanza della povertà, gruppo di sindacati e associazioni che oggi ha presentato uno studio approfondito.
Nel report, ancora una volta è presente una pesante critica alle misure messe in campo dal governo Meloni, ritenute insufficienti a contrastare il fenomeno della povertà nel nostro Paese. Fenomeno che, secondo gli ultimi dati Istat, coinvolge 5,7 milioni di persone – un record storico – le quali fanno parte di 2,2 milioni di famiglie. L’Alleanza ricorda l’Assegno di inclusione, misura che da gennaio 2024 ha sostituito il Reddito di cittadinanza, è stato percepito nel 2025 da soli 823 mila famiglie. In Paesi come l’Olanda, la Germania, la Norvegia e il Giappone le misure di sostegno al reddito raggiungono il 100% delle persone in povertà (dato aggiornato al 2018); in Italia, dopo le ultime riforme, abbiamo una copertura di appena il 30%.






