"In questo inizio di 2026 la forbice tra tasso fisso e variabile si è ulteriormente aperta a favore di quest'ultima tipologia di finanziamento, il cui TAN medio risulta essere quasi 80 punti base più conveniente".

Lo afferma Nicoletta Papucci, portavoce di MutuiOnline.it dopo la decisione della Bce di lasciare i tassi invariati.

"Nonostante ciò, secondo i dati del nostro osservatorio - il 90,5% dei consumatori continua a preferire il fisso, che resta su livelli accettabili anche alla luce dei rialzi registrati negli ultimi mesi. Aumentano tuttavia le richieste per il tasso variabile, al 6,1% del totale, che raggiungono il livello più alto dal 2023. Il risparmio immediato che garantisce oggi il variabile sta attirando una quota di consumatori in crescita, cosa comprensibile considerando che analizzando le curve forward dell'Euribor, il variabile potrebbe rimanere più conveniente del fisso per oltre tre anni. E successivamente, chi avrà scelto il variabile, avrà la possibilità di ricorrere alla surroga verso il fisso, operazione gratuita che permette di trasferire il finanziamento da una banca a un'altra cambiandone le condizioni".

I finanziamenti a tasso indicizzato all'Euribor, si confermano oggi i più convenienti, con un tasso d'interesse medio - considerando sia i mutui standard che le offerte green - del 2,65% che scende al 2,21% delle migliori offerte presenti sul mercato. I mutui a tasso fisso, invece, a gennaio si attestano su un TAN medio del 3,43% (standard e green), che rispetto a 12 mesi fa significa un aumento di 60 punti base, dal momento che a gennaio 2025 la media era del 2,83%".