Prima del previsto. I tassi sui mutui tornano alla “normalità”, con il variabile che sorpassa al ribasso il fisso, anche se ragionare in termini generali su questo fronte rischia di essere fuorviante. Cerchiamo di capire perché e come muoversi per spuntare le condizioni migliori.

Risparmi in vista

Secondo le rilevazioni di Facile.it, sul mercato sono arrivate le prime offerte di mutuo a tasso variabile con indici inferiori rispetto a quelli fissi; per un finanziamento da 126 mila euro in 25 anni (non si tratta di numeri casuali, bensì della media dei finanziamenti in Italia, i tassi variabili partono da un Taeg pari a 2,75%, mentre quelli fissi da 2,93%. In termini di rata, considerando un mutuo da 126.000 euro di durata pari a 25 anni e a copertura del 70% del valore dell’immobile, questo si traduce in 567 euro per il variabile e in 575 euro per il fisso. Dunque, l’anomalia registrata negli ultimi anni, per cui i fissi erano più economici dei variabili (un’eccezionalità dovuta alla rapidità nel rialzo dei tassi da parte della Bce tra 2022 e 2023), sta rientrando.

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di Alessandro Cicognani