E se il più grande acceleratore di particelle del mondo potesse anche riscaldare le case? Il Large Hadron Collider (LHC) del CERN - situato al confine tra Francia e Svizzera - sta facendo proprio questo, in un’ottica di recupero energetico, sfruttando l'energia che verrebbe altrimenti persa o sprecata. In un perfetto modello di energia circolare, il calore recuperato dall'LHC del CERN alimenta una rete di riscaldamento per un’area residenziale e commerciale nella vicina città francese di Ferney-Voltaire. Questa rete, inaugurata il 12 dicembre, può fornire l'equivalente per diverse migliaia di abitazioni, evitando l’uso di fonti energetiche tradizionali - come il gas - e impedendo l'emissione di migliaia di tonnellate di CO2. Si tratta di un innovativo sistema di scambio termico che riutilizza l'acqua calda proveniente da una parte del sistema di raffreddamento dell’impianto Large Hadron Collider riscaldando case e aziende della rete urbana.

Il primo impianto italiano di depurazione che riusa il calore

di Paolo Travisi

Come funziona il sistema di recupero

Il Large Hadron Collider del CERN, lungo 27 km, è dotato di otto punti di superficie. Il Punto 8 si trova vicino al comune di Ferney-Voltaire. Le installazioni in superficie del Punto 8, in particolare la criogenia, devono essere raffreddate ad acqua. Man mano che l'acqua circola attraverso le apparecchiature, queste si raffreddano e l'acqua si riscalda. "In genere, l'acqua calda passa attraverso una torre di raffreddamento, rilasciando calore nell'atmosfera in modo che l'acqua raffreddata possa essere reiniettata nelle apparecchiature", ha spiegato alla stampa il coordinatore energetico del CERN, Nicolas Bellegarde. "Nella nuova configurazione, l'acqua calda passa inizialmente attraverso due scambiatori di calore da 5 MW, che trasferiscono l'energia termica alla nuova rete di riscaldamento di Ferney-Voltaire".