Quando, nel back stage del Green&Blue Festival lo scorso giugno a Milano, chiedemmo a Mark Thomson cosa ci fosse di vero nelle voci che descrivevano la sua nomina a futuro direttore del Cern come un'operazione congiunta britannico-tedesca per frenare il progetto del nuovo superacceleratore di particelle, il Future Circular Collider (Fcc), il fisico britannico sorrise e scosse la testa: “Si tratta di ricostruzioni giornalistiche che non hanno alcun fondamento”.
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05 Aprile 2023
A poche settimane dal suo effettivo insediamento, avvenuto il primo gennaio scorso, Thomson ha confermato formalmente tale versione in una intervista a Repubblica, raccolta dal collega Antonello Guerrera. “I dubbi sono legittimi vista la grandezza dell’investimento: Fcc costerà almeno 16 miliardi di euro, una somma però spalmabile in 5 anni, cui contribuiranno gli Stati membri del Cern ma anche altri partner esteri. In ogni caso, sono ottimista e assolutamente convinto che il Fcc sia la cosa giusta per il Cern, per il futuro della fisica delle particelle e, più in generale, per il futuro della scienza”, rispondeva a fine novembre. Eppure, notizia svelata ieri dai media britannici, il Regno Unito si appresta a cancellare il proprio contributo economico a uno dei prossimi importanti aggiornamenti del Large Hadron Collider, l’attuale acceleratore in funzione al Cern. Lo Science and Technology Facilities Council (Stfc) ha infatti annunciato una serie di tagli ai programmi di fisica fondamentale, compreso un progetto a guida britannica da realizzare nel grande laboratorio di Ginevra.






