«Ora si dovrebbe aprire una riflessione sulla legge elettorale. Siamo sicuri che un sistema a base proporzionale sia il più adatto ad evitare la frammentazione? Io credo che la soluzione sia proprio nei collegi uninominali che si pensa di cancellare...».

La Lega: con Vannacci fuori stop al proporzionale, meglio i collegi uninominali

È il capogruppo della Lega Massimiliano Romeo, mentre in Senato vanno in onda le comunicazioni del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi sui fatti di Torino, a mettere a verbale una preoccupazione che attraversa tutto il centrodestra: non è che alla fine la riforma elettorale di cui si sta discutendo - niente più collegi uninominali, base proporzionale con premio del 55% per chi supera il 40 o 42% dei voti e soglia di sbarramento al 3% - finirà per favorire lo scissionista Roberto Vannacci? Con i sondaggi che già stimano la nuova formazione di estrema destra “Futuro nazionale” tra il 3 e il 4%, il margine di vantaggio che ha ora il centrodestra nei sondaggi si azzererebbe. Di più: i voti sarebbero sottratti non solo alla Lega ma anche a Fratelli d’Italia. Gia prima che Vannacci passasse il Rubicone tra i meloniani si ragionava dell’opportunità di alzare la soglia del 3% concordata con il leader di Azione Carlo Calenda al 4%, con il rischio tuttavia di risospingere Calenda tra le braccia del campo largo aggiungendo un altro 3/4% agli avversari.