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Oggi il decreto sulla Trasparenza: le aziende dovranno rivelare le retribuzioni medie
Sapere quanto si guadagna, come si viene pagati e su quali criteri si basano gli stipendi in azienda. Non è più un tabù, ma un diritto. È questo lo spirito del decreto legislativo sulla trasparenza retributiva e sulla parità salariale tra uomini e donne, oggi all'esame del Consiglio dei ministri.
Il provvedimento, composto di sedici articoli, recepisce la direttiva europea 970 del 2023 e introduce una riforma molto semplice: più informazioni, meno zone d'ombra. Il diritto di conoscere lo stipendio, e di farlo in tempi certi, è messo nero su bianco. L'articolo 7 della bozza stabilisce che "è riconosciuto ai lavoratori il diritto di richiedere e ricevere per iscritto entro due mesi dalla richiesta le informazioni sui livelli retributivi medi, ripartiti per sesso, delle categorie di lavoratori che svolgono lo stesso lavoro o un lavoro di pari valore". Un passaggio chiave, che consente a uomini e donne di avere un quadro più chiaro di come funzionano le retribuzioni all'interno della propria azienda.






