MODENA – Eccola la verità, che prima però non si poteva dire: «Ci siamo tolti le catene», sorride il fedelissimo Cristiano Romani. «Con la Lega è stato un matrimonio d’interesse», ammette il consigliere regionale toscano Massimiliano Simoni, uscito dal partito assieme a Roberto Vannacci.

Poco fuori Modena, sala di un hotel piena con 350 posti, «stiamo facendo la storia», assicura Federica Barozzi. Al primo evento dell’ex generale fuori dalla Lega c’è l’aria dei grandi inizi. Il vicesegretario del Carroccio pentito scende all’aeroporto di Bologna arrivando da Bruxelles e Repubblica lo intercetta subito: «Sleale io? Matteo Salvini, o meglio il suo partito, continua a promuovere determinate idee e concetti e poi allo stato dei fatti quando si tratta di votarli va in un’altra direzione. Non solo sulle armi all’Ucraina, ma anche sui princìpi di famiglia, e sulla legge Fornero». E poi, «Salvini è quello che per anni ha detto che andava demolita invece poi china il capo, si mette in posizione prona in una coalizione che invece la promuove e la conferma. Non si può essere identitari e sovranisti i giorni dispari, e invece liberali e progressisti i giorni pari, riferendomi al manifesto di Luca Zaia».