Bagno di sangue al Washington Post: lo storico quotidiano del Watergate taglia 300 giornalisti in un 'riassetto strategico' di cui sono rimaste vittima la copertura locale e dall'estero e l'intera redazione sportiva.
Neanche Jeff Bezos, che recentemente ha speso 75 milioni di dollari sul docufilm Melania per ingraziarsi la moglie di Donald Trump, è riuscito a salvare la gloriosa testata di 'Tutti gli Uomini del Presidente' acquistata nel 2013 per 250 milioni di dollari dalla famiglia Graham.
Il taglio del 30 per cento del personale, "doloroso ma necessario" in un "giornale di un'altra epoca", è stato annunciato di prima mattina ai dipendenti dal direttore Matt Murray. Lavoravano fino ad oggi al Post circa 800 reporter, a una larga fetta dei quali è stato chiesto di non presentarsi in redazione.
Secondo Marty Baron, l'ex direttore che ha portato al Post ben 18 Pulitzer, è "un momento nero nella storia" del quotidiano, mentre Jeff Stein, capo della redazione economica, ha parlato di "un giorno tragico per il giornalismo, per la città di Washington e per il Paese". Il Post, dopo la 'cura dimagrante' imposta da Bezos, continuerà a occuparsi di politica, economia e sanità, trascurando affari locali e internazionali. Oltre allo sport chiuderà completamente anche la sezione libri.










