Si è dimesso l’editore e ceo del Washington Post, Will Lewis. L’annuncio è arrivato dallo stesso quotidiano statunitense, di proprietà di Jeff Bezos, a pochi giorni dal taglio di circa 300 posti di lavoro, pari a quasi un terzo dell’intero organico, una delle riduzioni più pesanti nella storia recente dei media americani.

Tutti gli uomini del presidente: il colpo che ha affondato il Washington Post

di Gianni Riotta

06 Febbraio 2026

Lewis, arrivato all’inizio del 2024 su incarico di Bezos per rilanciare la testata e invertire anni di perdite e calo di lettori, ha spiegato di aver preso una “decisione difficile” per assicurare un futuro sostenibile al giornale. In una mail allo staff ha rivendicato le scelte compiute durante il suo mandato, sottolineando la necessità di intervenire sui costi per garantire la pubblicazione di notizie “imparziali e di alta qualità” anche in futuro. "Dopo due anni di trasformazione al Washington Post, ora è il momento giusto per farmi da parte", ha scritto allo staff del Post. "Voglio ringraziare Jeff Bezos per il suo supporto e la sua leadership durante il mio mandato come ceo ed editore. Il Post non potrebbe avere un proprietario migliore". Il licenziamento di massa ha però scatenato forti critiche interne ed esterne. Marty Baron, ex direttore del Post, ha parlato di una delle “giornate più buie nella storia di una delle più grandi testate giornalistiche del mondo”.