Sempre meno edicole in Italia e sempre più difficile riuscire a comprare un giornale. In 20 anni i rivenditori sono crollati del 42,8%, passando da 35mila a 20mila. Di queste 20mila, solo 10 mila sono “pure”, cioè dedicate esclusivamente a prodotti editoriali.
Meno edicole e sempre più povere: il giro d'affari si è ridotto dal picco massimo del 2005 di 4,53 miliardi di euro a 1,11 miliardi a fine 2024 (-76%), in media circa 55mila euro a punto vendita: con un aggio medio del 23,11% del prezzo di vendita, dunque al lordo di Iva, si genera un margine lordo di circa 12.710 euro annui. Fanno 1.059 euro al mese lordi, per circa 13 ore di lavoro. Ovvero 2,94 euro di retribuzione oraria lorda. È quanto emerge dal rapporto Le edicole del futuro, il futuro delle edicole, realizzato da Stampa Romana e DataMediaHub.
D'altra parte, in 10 anni (2015-2025) i lettori della versione stampata dei giornali sono passati da oltre 18,4 milioni a meno di 9,5 milioni, segnando un drastico -48,6%. Mancano circa 9 milioni di lettori all’appello. E tra chi continua a leggere il giornale cartaceo, prevalgono pensionati e over 65 che vivono in centri con meno di 10mila abitanti.
Secondo il dipartimento per l'Informazione e l'Editoria, su 7.896 comuni in Italia, ben 4.974, circa i due terzi del totale, non hanno un rivenditore dove comprare un quotidiano. A Roma le edicole sono scese da 1.200 a 400-500 e oltre la metà sono a rischio chiusura nel centro storico.






