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27 GENNAIO 2026
Ultimo aggiornamento: 8:12
In venti anni i punti vendita che in Italia offrono prodotti editoriali sono passati da 35 mila a 20 mila (-42,8%). E il loro giro di affari si è ridotto dal picco massimo del 2005 (quando erano in gran voga i “collaterali” dei quotidiani, come dvd o inserti) da 4,53 miliardi a 1,11 a fine 2024: un tracollo di tre quarti. semplificando, sono circa 55 mila euro a punto vendita, che con un aggio medio del 23,11% del prezzo di vendita, dunque al lordo dell’Iva, che genera un margine lordo di circa 12.710 euro annui per punto vendita. Per stare aperti 28/29 giorni su 30/31 al mese, pagare l’affitto del locale, o le imposte se si tratta di un chiosco su suolo pubblico, e lavorare dalle 6 del mattino, quando mediamente vengono consegnati giornali, periodici e altri “prodotti”editoriali, alle 19 o alle 20 quando finalmente si chiude. Fanno 1.059 euro al mese, lordi, per circa 13 ore di lavoro. Ovvero 2,94 euro di “retribuzione” oraria. Lorda. Questa è la paga media degli edicolanti italiani. Facile capire quindi perché in Italia la strage delle edicole continua senza soste: in pochi anni hanno chiuso sette su 10 e a oggi ne sopravvivono circa 20 mila, tra “pure” e miste, che vendono oltre ai giornali altri prodotti. Ma la morte delle edicole sta portando alla crisi dei quotidiani e della stampa, che dalla carta ottengono ancora la parte fondamentale dei loro ricavi. Per questo motivo alla crisi delle edicole cerca di offrire una risposta propositiva lo studio “Le edicole del futuro, il futuro delle edicole“, elaborato dalla società di ricerca specializzata DataMediaHub e dall’associazione Stampa Romana, il sindacato dei giornalisti del Lazio, per mano di Pier Luca Santoro, consulente di marketing e comunicazione esperto del settore editoriale delle edicole e dei giornali, Viviana D’Isa, giornalista professionista e consigliere nel direttivo di Italia Nostra Roma, Stefano Ferrante, segretario di Stampa Romana, e Lazzaro Pappagallo, cronista Tgr Lazio e membro della giunta della Federazione nazionale della stampa italiana (Fnsi), il sindacato nazionale dei giornalisti.








