Il meccanismo Cbam, Carbon Border Adjustment Mechanism, mette in crisi le fonderie italiane, che chiedono correttivi urgenti alla normativa, denunciando il rischio concreto di un blocco produttivo per l’intero comparto. Allarme lanciato da Assofond (associazione di Confindustria che rappresenta le fonderie italiane) al Ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, durante il tavolo di confronto tenutosi al Mimit con le principali industrie energivore.

Prima ancora dei problemi strutturali generati dal meccanismo - spiega Assofond in una nota - a preoccupare le fonderie è la paralisi degli acquisti di materie prime soggette a Cbam, come ghisa in pani, ferroleghe, alluminio grezzo. Il prezzo di questi input produttivi fondamentali per il settore è infatti al momento impossibile da quantificare, dato che dipenderà dal valore dei certificati Cbam, che saranno certi solo nel momento in cui gli importatori potranno procedere all’acquisto dei certificati stessi, a partire da febbraio 2027. Situazione senza precedenti che per Assofond ha generato il caos: fornitori e acquirenti non sono al momento in grado di fissare un prezzo, condizione che sta determinando un blocco delle vendite e un concreto rischio di shortage di materiali.