Milano, 15 gen. (askanews) – La sospensione dei dazi sui fertilizzanti e la contestuale normativa Cbam, il meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere, che fa pagare una tariffa per il carbonio emesso con la produzione di alcune importazioni, è un tema che riguarda da vicino anche il settore della lavorazione del legno. L’urea, infatti, oltre a essere un fertilizzante è anche una materia prima per la produzione delle colle impiegate nella fabbricazione dei pannelli a base legno.

Per questo motivo, Assopannelli, l’associazione di Federlegno che riunisce i produttori di pannelli e semilavorati in legno, interviene sulla questione dopo la decisione della Commissione europea di sospendere i dazi sulle importazioni di ammoniaca e urea dai Paesi extra Ue (a eccezione di Russia e Bielorussia).

“Di fatto – spiega Paolo Fantoni, presidente Assopannelli di FederlegnoArredo – la quota di importazioni provenienti da Paesi effettivamente soggetti recentemente a dazi è marginale rispetto al totale delle forniture verso l’Ue: l’impatto della loro eliminazione sarebbe sostanzialmente residuale e non compenserebbe i costi aggiuntivi derivanti dall’entrata in vigore del meccanismo Cbam”.

Tra le merci soggette al Cbam, infatti, rientrano anche i fertilizzanti, che avrebbe impatti indiretti sui costi di produzione del settore dei pannelli. A tal proposito la Commissione sta valutando anche la sospensione temporanea della applicazione del meccanismo Cbam che potrebbe essere retroattiva, a partire dal primo gennaio 2026.