Si è svolta oggi l‘autopsia sul corpo del ventottenne marocchino ucciso dal colpo di pistola sparato da un poliziotto durante un controllo antidroga a San Donato.

Proseguono le indagini sulla morte di Abderrahim Mansouri, il ventottenne di origine marocchina che lo scorso 26 gennaio è stato ucciso da un colpo sparato da un agente di polizia durante un controllo in uno dei “boschetti della droga” della periferia milanese, a pochi passi dalla fermata della metro di San Donato.

Abderrahim Mansouri, chi era il 28enne ucciso da un poliziotto a San Donato

L’autopsia di Mansouri si è svolta nella mattinata di oggi, 3 febbraio. Dalle prime analisi è emerso che il proiettile che ha ucciso il giovane è stato sparato da una distanza superiore ai 25 metri e gli ha perforato la testa dalla tempia destra, fermandosi nella parte posteriore sinistra del cranio.

Secondo la difesa dell’agente la dinamica ricostruita dal medico legale Dario Redaelli combacia con la versione data durante l’interrogatorio del pubblico ministero Giovanni Tarzia, che indaga per omicidio volontario.