La storia dell’America’s Cup è formidabile. E andando a ritroso nel passato, si trovano aneddoti e chicche preziosi. Uno di questi è la prefazione che Donald Trump, allora un “semplice” immobiliarista milionario, oggi il presidente degli Usa, firma per il libro di Dennis Conner con Edward Caflin “The Art of Winning”, pubblicato in Italia da Mursia nel 1990 con il titolo “L’Arte di Vincere”.
La rivincita di Mr. America’s Cup
Bisogna inquadrare il momento. Conner, che vincerà quattro volte la Coppa, tanto da guadagnarsi il nickname di Mr. America’s Cup, aveva perso il trofeo nel 1983 a Newport, arrendendosi alla chiglia rivoluzionaria di Australia II. Perse per il New York Yacht Club, che si diceva avrebbe tagliato la testa di chi avesse lasciato la Coppa in mani altrui e l’avrebbe esposta nella bacheca che solitamente custodiva la “vecchia brocca” nel club.
Da lì in poi, Conner si mise al lavoro per riportare il trofeo in America (e ce la farà). Salì alla guida di un nuovo consorzio, Stars & Stripes, con il guidone questa volta del San Diego Yacht Club, e andò in cerca di sponsorizzazioni. Nella sua lista, anche il milionario Donald Trump. “Lui si presentò senza alcun invito e si sedette nell’anticamera davanti al mio ufficio – scrive Trump -. Le mie segretarie hanno l’ingrato compito di scoraggiare i visitatori inaspettati e fecero del loro meglio. Dennis non voleva saperne di andarsene. Le segretarie provarono con le buone maniere, ma Dennis diede loro solo due alternative: o lo lasciavano entrare nel mio ufficio oppure potevano chiamare la polizia...”.







