Segui tutte le inchieste del Fatto Quotidiano

3 FEBBRAIO 2026

Ultimo aggiornamento: 11:49

Il cadavere del fratello più giovane ha svelato le prime verità su quel che è accaduto mercoledì mattina nella campagna di Montagnareale, sui Nebrodi. In contrada Caristia sono stati trovati tre cadaveri. Tutti e tre a pancia in su, tutti e tre equidistanti, a 30 metri circa l’uno dall’altro. Come in una linea retta, ai due estremi Antonio Gatani, 82 anni, e Giuseppe Pino, 44. In mezzo il fratello più piccolo di Giuseppe, Davis Pino, di 26 anni. Il suo corpo è quello che ha dato la chiave di lettura ai medici legali. L’autopsia è stata fatta sabato dal professore ordinario di medicina legale dell’università di Messina, Alessio Asmundo, e da Giovanni Andò.

Davis Pino è stato prima ferito e poi gli è stato inferto un colpo mortale a distanza ravvicinata. Chi lo ha ucciso non può essere morto a distanza di 30 metri poco dopo, colpito all’addome. Per questo le indagini si concentrano adesso sulla presenza del quarto uomo. Potrebbe essere nato tutto da un errore, degenerato poi in un triplice omicidio. Ad essere ucciso per primo sarebbe stato Giuseppe Pino. Poi, nello scontro a fuoco che dai primi esami balistici sembra esserci stato tra i tre, sarebbe morto Gatani. Infine Davis Pino sarebbe stato ucciso dal quarto. Questa è al momento la ricostruzione di inquirenti e investigatori, dopo i primi rilievi sul posto e dopo l’autopsia. Il figlio dell’anziano ha subito indicato che il padre non era da solo. Per questo le ricerche si sono concentrate su un uomo in particolare, che nei giorni scorsi è stato interrogato dagli inquirenti, ai quali ha però detto di avere soltanto accompagnato Gatani, per poi andare via.