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4 FEBBRAIO 2026

Ultimo aggiornamento: 9:31

È vicina a una svolta l’inchiesta sulla morte dei tre cacciatori trovati senza vita in un bosco dei Nebrodi messinesi il 28 gennaio scorso. C’è almeno una persona indagata per il triplice omicidio: si tratta dell’amico di Antonio Gatani, 82 anni, il più anziano tra le vittime. L’uomo finito nel mirino degli investigatori, come anticipato martedì da Ilfattoquotidiano.it, era in compagnia di quest’ultimo la mattina nella quale i tre sono rimasti coinvolti nella sparatoria a Montagnareale, paesino in provincia di Messina. Gli sono state sequestrate tutte le armi in suo possesso per effettuare le perizie balistiche in grado di chiarire se qualcuno di quei fucili è tra quelli dai quali è stato fatto fuoco contro Gatani o i fratelli Devis e Giuseppe Pino, rispettivamente 26 e 44 anni.

I carabinieri, coordinati dalla procura di Patti, non hanno più alcun dubbio: sulla scena del delitto c’era almeno un’altra persona. E sospettano che fosse proprio il compagno di caccia di Gatani. Sulla dinamica, invece, è ancora necessario far luce. La pista, infatti, non è ancora univoca. Si fanno largo due ipotesi riguardo il contesto che ha portato al triplice omicidio. Da un lato è possibile che l’82enne abbia ferito per errore Devis Pino. A quel punto, il fratello maggiore avrebbe aperto il fuoco contro Gatani, uccidendolo. Il quarto uomo presente sulla scena avrebbe risposto al fuoco ammazzandolo e finendo poi il 26enne, diventato un testimone scomodo, con un secondo colpo esploso da distanza ravvicinata. Una mattanza nata da un fatale sbaglio durante una battuta di caccia.