"Ancora nessun beneficio concreto per i cittadini" dal decreto per il taglio delle liste di attesa.

Lo afferma la Fondazione Gimbe nell'ultima analisi indipendente sullo stato di attuazione della norma, ricordando che "dopo 18 mesi mancano ancora 2 decreti attuativi".

Nel 2025, rileva Gimbe, sono state erogate 57,8 milioni di prestazioni, ma la Piattaforma nazionale per le liste d'attesa (Pnle) "non dice dove si inceppano esami e visite, non consente di individuare dove si concentrano i ritardi e quali prestazioni riguardano: dati incomprensibili e nessuna fotografia per regione, azienda e prestazione", mentre si stima che "il 30% delle prestazioni sia erogato in intramoenia".

La Pnla, chiarisce Gimbe, "raccoglie i dati relativi a quasi 57,8 milioni di prestazioni erogate nel 2025: 24,2 milioni di prime visite specialistiche e 33,6 milioni di esami diagnostici. Tuttavia, allo stato attuale, non è di alcuna utilità per i cittadini: descrive il rispetto dei tempi di attesa con indicatori incomprensibili e, soprattutto, non documenta le differenze tra Regioni, tra Aziende sanitarie, tra pubblico e privato accreditato né tra prestazioni erogate a carico del Ssn e in intramoenia".

"Dopo fiumi di annunci e dichiarazioni ufficiali - dichiara Nino Cartabellotta, presidente di Gimbe - il Decreto Legge sulle liste d'attesa (DL 73/2024) non ha ancora prodotto alcun beneficio concreto per cittadini e pazienti".