"Non è la borghesia torinese che conosco io. Certamente c'è una parte dell'intellettualità di Torino che non definirei giustificatrice, ma quantomeno comprensiva nei confronti di spiriti insurrezionali, di rottura degli equilibri. Mi riferisco al ruolo storico dell'azionismo, ma anche alla cultura salesiano-cattolica, e alla tradizione socialista e comunista. Nella nostra cultura di sinistra c'è un po' questa ispirazione. E dentro ci sono finite scelte meno responsabili. Non si può non capire che se da varie parti d'Europa viene gente chiamata a raccolta da Askatasuna, è chiaro che non vengono per farsi una passeggiata sul Lungo Po". È l'analisi di Luciano Violante, ex magistrato, in un'intervista al quotidiano "La Stampa".