Stai utilizzando Internet Eplorer: è un browser molto vecchio, non sicuro, e non più supportato neanche da Microsoft stessa, che l'ha creato.

Per favore utilizza un browser moderno come Edge, Firefox, Chrome o uno qualunque degli altri a disposizione gratuitamente.

La 24enne emergente fermata per Letrozolo. Lo zio, il primo sul podio nella disciplina nell’88, sarà tra i volontari ad Anterselva

Tutto il mondo è arrivato sotto la Madonnina. Presidenti, cerimonie, inni, riflettori. Ma a bucare il silenzio olimpico, alla vigilia dei Giochi di casa, non è stato l'applauso della Scala. È stato il rumore secco del doping. Secco, improvviso, implacabile. Come i colpi che si sparano con la carabina. Rebecca Passler, classe 2001, uno dei nomi più promettenti del biathlon azzurro, lo sport dello "scia e spara", è il primo caso di positività dell'Olimpiade italiana. Un primato che pesa come una colpa collettiva e che cade nel momento peggiore possibile: a pochi giorni dalla cerimonia di apertura, con l'Italia sotto osservazione mondiale. Il controllo, effettuato da Nado Italia, ha rilevato la presenza di letrozolo, una sostanza vietata, utilizzata in ambito medico soprattutto per la cura del carcinoma mammario, ma tristemente nota nello sport per i suoi effetti sul sistema ormonale. Il letrozolo appartiene alla classe degli inibitori dell'aromatasi di terza generazione: riduce gli estrogeni e favorisce un aumento degli ormoni steroidei, con benefici diretti su forza e recupero muscolare. Non solo. È considerato anche un farmaco "occulto", capace di mascherare l'assunzione di steroidi anabolizzanti senza lasciare tracce evidenti. Una sostanza che non ammette leggerezze, né equivoci, né distrazioni.