In val Martello cala il gelo prima del previsto. É pomeriggio quando al «Centro biathlon Grogg» dove la squadra azzurra sta rifinendo la preparazione olimpica arriva la pessima notizia: Rebecca Passler, 24 anni, trovata positiva al letrozolo in un controllo disposto lontano dalle competizioni da Nado Italia, l’agenzia antidoping nazionale. L’azzurra, che aveva già lasciato il ritiro, è stata sospesa e si sta valutando la sua sostituzione, ma lo choc è notevole per una squadra che si prepara a vivere una delle Olimpiadi più attese dopo una straordinaria stagione di coppa del Mondo e con la prospettiva di gareggiare ad Anterselva, tempio della disciplina che mischia fatica (sci di fondo) e precisione (tiro con la carabina). Splendida e sadica composizione che rende le gare adrenaliche e incerte fino all’ultimo. E proprio ad Anterselva è cresciuta Rebecca, lì dove il biathlon è dna e passione, religione ed eredità da non disperdere proprio come ha fatto lei, nipote di quel Johann Passler vincitore di due bronzi olimpici a Calgray 1988 e di quattro medaglie mondiali (due d’oro) tra il il 1985 e il 1993.

Rebecca sulle tracce di zio Johann, ma l’inseguimento si è fermato nella maniera più brusca: il letrozolo, farmaco antitumorale, in sé non è una sostanza dopante, ma viene usato per diminuire i livelli di estrogeni. La sua assunzione può favorire la perdita di grasso corporeo, aumentare la velocità di recupero e incrementare l’impianto muscolare. Perché è punibile chi vi ricorre? Il sospetto è che l’assunzione serva a mascherare l’uso di anabolizzanti e in questo senso il precedente che portò alla squalifica di 10 mesi della tennista Sara Errani è più che indicativo. Come da procedura, alla sospensione decisa dal Tribunale nazionale Antidoping, dovrebbero seguire le controanalisi su cui basare il ricorso, ma i tempi sono stretti (domenica la prima gara di biathlon) così che il Tribunale del Tas (operativo a Milano durante i Giochi) potrebbe essere chiamato a decidere sugli esiti che hanno portato alla sospensione dell’azzurra. Insomma, mai dire mai, ma l’avventura olimpica di Rebecca è probabilmente finita prima ancora di cominciare.