«Oggi Riccardo avrebbe compiuto 17 anni. E io non so come si fa a festeggiare un figlio che non c’è più. Anche se lui è presenza costante e vive attraverso tutto ciò che amava». Carla Scotto parte da qui, da una data che sapeva sarebbe arrivata comunque. Un compleanno che non si può spostare, che torna puntuale anche quando tutto il resto si è fermato.

Si è fermato quel 31 dicembre a Crans-Montana. Oggi suo figlio, Riccardo Minghetti, avrebbe compiuto 17 anni. Un numero che resta intatto, mentre quello dopo - il diciottesimo, l’ingresso nell’età adulta, il futuro - resta sospeso, non cancellato ma affidato alla memoria di chi resta.

A un mese dalla tragedia del Constellation, Carla sceglie di riportare Riccardo dentro la normalità delle cose semplici: i compleanni festeggiati in casa, gli amici seduti attorno a un tavolo, le passioni coltivate, i desideri mai pretesi. «Riccardo chiedeva sempre poco, anzi non chiedeva mai nulla», dice. E forse è proprio così che oggi continua a esserci: una presenza costante nella vita di chi lo ha conosciuto. Oggi è il suo compleanno. E, in qualche modo, Riccardo è ancora qui.

Che giornata sarà? Pensate di “festeggiare” Riccardo a modo vostro?

«Sarà un giorno strano, complicato, che fa male. Ma lo faremo vivere. Festeggeremo comunque. Oggi inviteremo alcuni amici di Riccardo a casa, quelli del cuore. Poi andremo a trovarlo al cimitero. Non so ancora come, non abbiamo organizzato nulla di speciale. Ma non posso far finta che questa giornata non esista. So che non potrò vederlo crescere, sbocciare, entrare nel suo diciottesimo anno di vita, ma voglio ricordarlo nella sua bellezza».