Il tempo, per Riccardo Minghetti, si è fermato troppo presto, quella notte di Capodanno. Roma però non lo lascia andare. Il 2 febbraio, giorno in cui avrebbe compiuto 17 anni, cambia significato: non più soltanto una data sul calendario, ma un momento da ricordare, da condividere, da tenere vivo. È da quel giorno che la sua scuola sceglie di ripartire.
Tra i corridoi del liceo scientifico Cannizzaro del quartiere Eur, dove Riccardo passava le giornate con i suoi compagni, prende forma un percorso che prova a trasformare l'assenza in presenza. Dal 2 febbraio, infatti, l'istituto darà vita al "Giorno del Ricordo". Una data destinata a tornare ogni anno, non come una ricorrenza formale, ma come una promessa mantenuta. «Riccardo avrebbe compiuto 17 anni. E per noi sarà un modo per dire che è ancora con noi, per festeggiarlo nel nostro piccolo», spiega la preside Giuseppa Tomao, «e che da quello che è accaduto deve nascere qualcosa di buono, soprattutto per i ragazzi».
Riccardo aveva 16 anni quando è morto nella notte di San Silvestro a Crans-Montana, nel locale "Le Constellation", dove stava festeggiando l'ultimo dell'anno con i suoi amici. Una strage che ha visto 40 ragazzi perdere la vita, 6 dei quali italiani. A Roma, però, il lutto non si è fermato al silenzio dei primi giorni né al funerale, tenutosi il 7 gennaio. Ha preso la strada delle iniziative concrete, pensate una dopo l'altra, con cura.






